
“Sancte Michael Archangele,
Orazione a San Michele Arcangelo
defende nos in proelio“
Come le pitture religiose nate per narrare gesta capaci di sedimentarsi nell’immaginario collettivo, Albanova racconta una possibilità di riscatto.
Il progetto prende corpo attraverso figure di sante, brigantesse e madri, restituendo il volto violento e determinato di una femminilità capace di incidere sui destini delle comunità marginali.
In occasione di AMA Festival, voluto dal Comune di Maddaloni (CE) a cura di Luca Molinari, la narrazione si concentra su una versione femminile dell’iconografia di San Michele Arcangelo, patrono della città casertana.
L’opera site specfic si manifesta in un monumentale vessillo di oltre sette metri di altezza, concepito per l’altare della chiesa barocca di Santa Maria de Commendatis, bene architettonico del Comune di Maddaloni, recuperato e restituito alla collettività durante i mesi del festival.
Albanova è frutto di un processo di creazione collettivo durato oltre otto mesi attraverso la pratica del cucito. Interamente realizzato a mano da Teresa e le donne del ceppo materno della sua famiglia, l’arazzo è grido di riscatto.
La scelta del riferimento iconografico che riconduce all’Arcangelo Michele risponde a una duplice esigenza: il legame territoriale con l’omaggio al Santo Patrono di Maddaloni e la memoria storica attraverso il riferimento alla provincia della “Terra di Lavoro”, che nel 1927 il regime fascista ribattezzò “Albanova”.
L’opera si inserisce così nel contesto delle lotte territoriali contro il biocidio e le speculazioni industriali ad alto impatto ambientale proprio nei mesi in cui la Corte Europea dei diritti dell’Uomo si è espressa condannando lo stato italiano per aver violato l’articolo 2 della convenzione: il diritto alla vita delle persone che vivono nell’area denominata “Terra dei Fuochi” a cui il Comune di Maddaloni formalmente appartiene.
Un vessillo al femminile che si riappropria di un luogo di culto e potere per regalare la visione di un Mezzogiorno diverso.
Un Arcangelo diventa Arcangela.
Un altare proiettato al cielo diventa vessillo per una terra da curare, da cui estirpare il male dei veleni tossici intombati.








